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La sentinella dell’estate

photo by Peppe Gitto fotografo

Patrizia Cavalli ha definito in un suo verso Maggio e Settembre le “sentinelle dell’estate”, di essa rispettivamente promessa e nostalgia.

Questo maggio più di altri, forse.

Ogni sera, al tramonto, questa promessa sembra non accontentarsi e si stiracchia più in là,  inventando mille sfumature per trattenere la giornata.

A scuola invece il tempo si arriccia e si contrae. Nel calendario si ingolfano appuntamenti, scadenze, cose da completare o da ricapitolare. E tu ti trovi sudato di una strana felicità.

Mentre balbettiamo un possibile ritorno alla normalità, abbassando le mascherine e tornando a guardarci sorridere, nella mia scuola siamo tornati a riempire i giardini e i cortili, festeggiando insieme ad alunni, docenti e genitori la pasqua dello studente e questa primavera di ripresa.

Intanto i ragazzi si mettono in gioco, nei campionati studenteschi e nelle presentazioni dei libri, prendendosi cura di un orto davanti la finestra della propria classe o degli ospiti stranieri in visita alla nostra scuola, realizzando un video per un concorso o accogliendo due studenti ucraini scappati da una guerra tragica e insensata, preparando il percorso per gli esami che stanno arrivando o semplicemente studiando per le ultime interrogazioni.

Ognuno con le proprie capacità, ognuno con i propri tempi e le proprie attitudini. Ma tutti affaccendati, pronti, presenti.

Io li guardo, guardo i loro insegnanti che nella immancabile fatica della fine di un anno scolastico continuano a scommettersi con loro, guardo i loro genitori capaci di organizzare momenti di gioia condivisa costruendo insieme una fiducia che è la più sicura e stabile base di una comunità educativa che vuole crescere insieme, e non posso non sentirmi grato.

E l’urlo di saluto e di gioia, che mi hanno fatto recapitare da whatsapp mentre ero costretto a casa dall’isolamento per il covid, è un incredibile ulteriore regalo, che, come maggio, è una promessa.

Come dicono i versi di un altro poeta italiano, Valerio Magrelli, anch’essi dedicati a questo mese:

Ma già le notti tradiscono il profumo.

Ma già si intravede la vetta, la bellezza

come promessa di felicità