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Puzzle a Salonicco

Sono rientrato ieri da Salonicco, dopo un intenso e proficuo meeting per un progetto Erasmus che vedrà nei prossimi mesi i docenti della mia scuola confrontarsi con colleghi ungheresi, islandesi e greci sui temi della ricchezza della diversità nel contesto europeo, tra gioco, mito e innovazione digitale.

Porto negli occhi la bellezza, la complessità e i contrasti di una terra, quella macedone, da sempre intessuta di splendore e conflitti, grandezza e miseria.

Qui Filippo II sognó e iniziò a realizzare un impero cosmopolita, chiamando Aristotele come maestro e guida del piccolo figlio, Alessandro, che avrebbe poi portato a compimento il progetto paterno.

Qui sono ancora visibili le tracce della grande culla ellenistica della nostra civiltà, mischiate con lo sfarzo bizantino, la possenza ottomana, la regalità romana, il dramma di guerre antiche e le ferite di occupazioni e dittature più recenti.

La natura si manifesta con uno splendore grezzo e struggente, in lagune sovrastate da aspre montagne e vigilate dalla silenziosa sagoma del monte Olimpo.

Girando per le vie di città e villaggi si tocca con mano anche e soprattutto la crisi economica greca – specchio e paradigma di quella europea – e la grande dignità di questo popolo che lotta per risalire la china e riaffermare il proprio fondamentale ruolo in Europa.

Qui ho incontrato un ambiente scolastico in evidenti difficoltà tecniche, con poche risorse, stipendi ancor più miseri di quelli italiani, scarsa considerazione da parte del governo ma con un esemplare senso di responsabilità ed una grande volontà di costruire e di reagire, con dignità e coraggio, attenzione alle fragilità e approccio inclusivo.

Che la nostra sia un’epoca di crisi in terra macedone appare in modo ancor più evidente.

Ma con altrettanta evidenza si capisce che la risposta a questa crisi – di valori e di riferimenti culturali e personali oltre che economica e finanziaria – risiede nella capacità di mettersi insieme, di collaborare, confrontarsi, costruire un’umanità consapevole e coraggiosa, generosa ed audace.

Così hanno provato a fare, nel loro piccolo, gli insegnanti con cui ho avuto l’onore ed il piacere di lavorare in questi giorni.

Come quando decidi di misurarti con un puzzle da migliaia di piccoli pezzi, apparentemente impossibili da collegare tra loro, così anche il puzzle delle diversità – focus di questo progetto – con pazienza e impegno ci mostrerà alla fine uno splendido disegno d’insieme.